Sound Art: la filosofia alla base del mio progetto.
Sound Art: il suono come materia espressiva
Per me Sound Art significa usare il suono come materia espressiva. Voci, rumori, frequenze e silenzi possono raccontare, modificare una percezione e dialogare con le immagini. È la visione che sostiene il mio lavoro di compositore e produttore, dalle atmosfere strumentali al ritmo, fino ai progetti audiovisivi.
Il dialogo con altri linguaggi
Collaboro con registi, artisti e creativi su colonne sonore e progetti che uniscono musica, immagini e tecnologia. Ogni contesto richiede un ascolto diverso: cerco il suono che sostiene la visione del progetto, senza perdere la mia identità.
DALLA VISIONE AI PROGETTI
Voci, immagini, connessioni.
La stessa ricerca prende forme diverse: un brano condiviso, una colonna sonora, un’opera di videoarte.
MUSICA E INCONTRI
Let It Go: un’inaspettata attenzione internazionale
La mia composizione e produzione incontrano la voce di Karima in Let’s Worship, il collettivo musicale che ho creato. Let It Go ha trovato un’inaspettata attenzione internazionale: un brano in cui energia pop ed emozione trovano la stessa voce.
La rivista musicale Kindline Magazine ne celebra l’energia contagiosa e la capacità di creare un legame emotivo con chi ascolta. Un passaggio della recensione lo racconta così:
«Questo brano non si limita a suonare: ti parla, ti solleva lo spirito e ti aiuta a sentirti meglio.»
Celestial Pulse e le collaborazioni
Celestial Pulse è un album di sei brani con Sophie Luna Di Bernardini e Karima. Fading Through the Hourglass è un punto di partenza per conoscere questo progetto e le persone che vi partecipano.
Il mio percorso comprende la colonna sonora originale della serie TV spagnola Alone: un racconto che, riletto dopo il 2020, colpisce per la sorprendente anticipazione di scenari divenuti realtà durante la pandemia di Covid-19. L’album del 2016 comprende dodici brani. Ascolta Loneliness per entrare nella colonna sonora e Bisura #301 per scoprire il collegamento con Boga Bisuras.
The Wrong Biennale: la ricerca nello spazio espositivo
Con Destroy Distro, il dialogo tra musica e immagini entra nel padiglione Ghosts in the Machines, curato da Matteo Campulla per The Wrong Biennale 2025–2026 e presentato anche a Visualcontainer[.Box] a Milano.
The Wrong è una biennale internazionale dedicata all’arte digitale, attiva dal 2013: ha ricevuto una menzione d’onore dall’iniziativa S+T+ARTS della Commissione europea ed è membro istituzionale dell’International Biennial Association.
Posso comporre una musica originale per un video o una storia, creare ambienti ed effetti sonori per un’opera audiovisiva e collaborare alla produzione di un brano. Il punto di partenza è il progetto: il suo pubblico, le immagini, il ritmo e le emozioni che vuoi trasmettere.